giovedì 28 giugno 2012

La vera storia di Biancaneve


La più bella del reame

Biancaneve era una bambina nata in Alaska che rimane orfana di madre, e il padre, troppo addolorato, il giorno dopo il funerale si trova un’altra donna e se la sposa. La prima notte di nozze lui è tutto fomentato di andare a letto con Charlize Theron, peccato che lei da innocente gattina si trasforma in arpia (questa tappa di solito avviene al 3° anno di matrimonio, ma lei è una che le brucia, le tappe) e gli strappa letteralmente il cuore dopo avergli fatto un papellone di discorso femminista da donna frustrata. La piccola Biancaneve trova il padre a letto morto e rimane traumatizzata. E viene anche rinchiusa in una cella, dove cresce assumendo le sembianze dei suoi amici topi. La regina, che si scopre essere amica di Voldemort, con la magia nera e uccidendo ragazze a destra e sinistra, assoggetta il regno e rimane sempre giovane e bella. Tra un pranzetto cannibale e l’altro, passa il suo tempo facendosi il bagno nel latte della Lola e chiedendo in modo petulante al suo amico incappucciato chi sia la più bella del reame. Come se ci fossero dubbi. Un giorno lui si scoccia e a sfregio le dice che Biancaneve è più bella di lei. Ma la Stewart, con borsa Gucci sotto l’occhio destro e borsa Prada sotto il sinistro e due parabole Sky al posto delle orecchie, non è ovviamente più bella della Theron. Ecco allora che interviene il fratello della regina, che ha già i suoi cazzi perché il parrucchiere gli ha sbagliato taglio e colore e ora sembra san Francesco ossigenato, e va a stuprare Biancaneve. Però lei, ricordando la puntata di Giungla Urbana “Come scampare a uno stupro da parte del fratello psicopatico della regina cattiva”, prende un chiodo, glielo ficca nell’occhio e scappa. Su una spiaggia incontra Spirit cavallo selvaggio che la sta aspettando e fugge nella foresta. Qui ci sono i funghetti allucinogeni, lei fa dei viaggioni pazzeschi che farebbero arrossire i peggiori fattoni di Amsterdam. Sviene (leggi: si fa pesante). La regina manda Thor ubriaco a ucciderla, ma quando la vede gli fa pena e decide di aiutarla. Si approccia strappandole la gonna, lei pensa che sia perché se la vuole fare, ma non è così e lui glielo dice chiaramente (duro colpo per l’ autostima della ragazza che pensava di essere la più bella del mondo). Man mano che il film prosegue, la Compagnia dell’Anello si allarga, e a Frodo e Gollum (leggi: Stewart) si uniscono i nani, ma vengono scoperti dall'esercito della regina. Nella battaglia il nano pel di carota muore, nonostante il totoscommesse avesse dato per spacciato il nano vecchio e orbo. Il momento è quasi commovente, ma l’espressione della Stewart (la stessa che ha dall’inizio del film) mi fa solo sanguinare gli occhi. Nel frattempo si è unito al gruppo anche il principe sfigato, che rischia di farsi uccidere per andare a salvare Biancaneve, ma lei è un’ingrata e non lo fila di striscio, anzi non perde occasione di fargli notare quanto il cacciatore sia più figo di lui. Biancaneve incontra il padre di Bambi, che muore (ah Biancanè, ma non è che porti un po’ sfiga no?). Alla fine lei capisce come sconfiggere la regina: deve diventare una prode condottiera di un esercito (anche se nessuno le ha mai insegnato come si combatte), e si lega i capelli per stare più comoda. Pessima idea, fidati.
Vabè, alla fine la regina cattiva muore e lei viene incoronata. Mi ricorda un po’ quei programmi dove vince chi ha avuto più esperienze traumatiche nella vita. La favola la conoscete tutti, ma la morale questa volta è un’altra: puoi essere considerata la più bella del ‘reame’ ed essere l'attrice più pagata di Hollywood anche se hai la carica sessuale di un bradipo morto.

I 1000 volti di Kristen Stewart







domenica 19 febbraio 2012

Il cinema è come una scatola di cioccolatini...a volte qualcuno fa cagare!


Le 3 cose che odio nel cinema

Cos’hanno in comune Tom Hanks, Nicolas Cage e Sean Penn? Li odio. Ora, guardateli attentamente e ditemi se non hanno sempre quella maledetta faccia da cane bastonato e coglione in ogni film. Sempre. Sarà che è la loro faccia… 

Ma andiamo in ordine. Tom Hanks. Lui non è così male come attore (c’è di peggio…vedi Tom Cruise), ma diciamocela tutta, la parte dello scemo patentato gli calza a pennello. Famoso, in questo senso, per essersi calato nell’infausto ruolo di Forrest Guuuump, quella del corridore idiota sarà una parte che lo perseguiterà a vita.
Per chi non conosce la trama del film, Forrest, seduto in una panchina per aspettare l'autobus, rompe le palle alla gente che gli sta accanto con la sua autobiografia. Famoso per gli aforismi che gli sceneggiatori gli mettono in bocca per farlo apparire tenero e, nonostante tutto, intelligente, risulta comunque irritante per la sua voce da ritardato e il “Mamma diceva sempre…” con cui inizia qualsiasi discorso. Jenny sarà l’unica terrestre dell’altro sesso che gliela darà, forse perché le fa pena. La morale del film, alla fine, è che anche se sei più stupido della media puoi diventare ricco e famoso lo stesso. Resta il mistero su come abbia potuto soffiare l’Oscar a quel capolavoro che è Pulp Fiction nel ’95… Anche per questo, odio puro!

Il collezionista di flop Nicolas Cage, forte di un repertorio che comprende tre sguardi - da folle, da pazzo e da schizofrenico – deve ringraziare zio Francis (Ford Coppola ndr) se è lì dov’è. Questa parentela deve anche essere l’unico motivo per cui ci sono registi che lo scelgono per i loro film. Io piuttosto mi ammazzerei. Mi ha rovinato Kick-Ass e mi chiedo cosa cacchio ci azzecca con Ghost Rider…Seriamente, è imbarazzante. Ti fa venire le convulsioni solo a guardarlo. Mediaset comunque non perde occasione per mandare in onda film in cui c’è lui. Poi mi chiedono perché odio la tv… Una cosa è certa: perché far fatica a cambiare espressione quando puoi cambiare parrucca? 

Sean Penn non suscita in me la stessa voglia di prendere a calci lo schermo come gli altri due; credo che il problema sia in qualcosa che ha a che fare con il suo aspetto, ma non so cosa. Sarà che mi ha traumatizzata un film che ho visto da piccola e di cui non so il titolo, in cui lui faceva la parte di un padre autistico e forse con altri disturbi che lottava per avere in affidamento la figlia, ma ovviamente non gliela volevano dare. Da quel momento ho preferito non guardare mai più film con lui e preferisco quando si trova dietro la macchina da presa (Into the wild è a dir poco meraviglioso!). Spesso mi ritrovo, comunque, a chiedermi cosa avranno trovato di tanto affascinante in lui quelle gran gnocche di Madonna e Scarlett Johansson. Ma a certe domande non troverò mai una risposta.